venerdì 5 dicembre 2008

Un buon insegnamento...

Le strofe che seguono sono riportate su una piccola stampa che mi sono state consegnate da un amico la prima volta che ho messo piede in un dojo.

Questo foglietto mi ha accompagnato in tutti i miei traslochi e ancora oggi il maestro Kodo Sawaki mi sorveglia con piglio austero da sopra la scrivania.

A volte sono dure da accettare, ma mi sembrano ogni giorno più vere.

Se noi realizziamo la Via, qui ed ora, non vi sarà
più posto nel nostro spirito per l'idea di giusto
né per quella di falso.
Nella vita, la felicità diventa tristezza,
la tristezza diventa felicità.
Se noi otteniamo una cosa, diceva il Maestro Dogen,
ne perdiamo un'altra; e se noi perdiamo una cosa,
ne otteniamo un'altra.
Nella nostra vita quotidiana noi siamo sovente in
opposizione, in contraddizione con il qui ed ora.
Ma per poco che noi abbiamo abbandonato le
nozioni di prendere o lasciare; tutto si manifesta
davanti a noi, la nostra coscienza è pacificata
ed il nostro spirito dimora tranquillo, senza dualità
aldilà della relatività.


Kodo Sawaki Roshi

mercoledì 22 ottobre 2008

Non arrendersi mai

Mamma, papà, non vi dovete arrendere mai!

Se vi arrendete, poi vi fanno più male.


Lorenzo - 5 anni

martedì 23 settembre 2008

Alla ricerca di occhi nuovi

Quest'estate, dopo molte esitazioni e ripensamenti, ho deciso di acquistare una nuova reflex al posto della defunta Nikon D50. Ho trovato una buona occasione e ho afferrato al volo una Alfa 200 della Sony.

Il primo impatto è positivo, vorrei solo trovare un obiettivo migliore del 18-70 di serie per avere una migliore resa della immagini, ma per questo c'è tempo.

Mi piacerebbe fare un salto di qualità alle foto che scatto, per questo sto anche modificando parecchio il mio album di Flickr.

Stay tuned!

mercoledì 6 agosto 2008

Il mio Sutra del Cuore

Su richiesta di alcuni amici in di anobii ho preparato un post sulla mia esperienza dello studio dei sutra nello Zen. Lo ripropongo anche qui sul blog con poche revisioni.

Mi è stato chiesto di provare a raccontare della mia esperienza con i Sutra, i canti/preghiera dei seguaci del Buddha. Sono tutt'altro che un esperto in questa materia, ma vorrei provare a condividere con voi ciò che ho imparato e sperimentato di persona, in particolare nella tradizione Zen.

Vedete, nella pratica dello Zen, specialmente come è stata trasmessa in Occidente, i rituali sono piuttosto contenuti, soprattutto nei piccoli centri di pratica, per focalizzare l'attenzione di tutti i praticanti sullo zazen, la meditazione silenziosa. Anche nei ritiri più impegnativi e concentrati tuttavia, i momenti della giornata sono scanditi dalla recitazione comune dei sutra. L'alternarsi di concentrazione (lo zazen), focalizzazione (i sutra) e dialoghi (i mondo) accompagna i praticanti per tutta la durata del ritiro (sesshin).

Tra tutti i sutra il più famoso, e amato è certamente il Sutra del Cuore (Hannya Shingyo per gli amici).

Potete trovare una breve descrizione del sutra e una sua buona traduzione in italiano in questa pagina curata da due competenti amici di Milano con molti anni di pratica nelle ginocchia ;)

Se volete approfondire ulteriormente ci sono anche diversi libri sull'argomento, tra cui uno del Dalai Lama tradotto in italiano, ma sinora non è ho trovato nessuno veramente iluminante al riguardo.

Il mio primo impatto con il Sutra del Cuore è stato essenzialmente rituale. Nella fretta di integrarmi al più presto nel gruppo di pratica mi sono sforzato di memorizzarlo il più in fretta possibile, e successivamente di imparare le giuste intonazioni. Anche solo in questo esercizio ho scoperto che la recitazione di questo antico canto, redatto in un misto di sanscrito e giapponese antico, ha un forte impatto sulla respirazione e la concentrazione. Gli stessi suoni sono fortemente evocativi e il loro ritmo incalzante stimola la liberazione dell'energia interiore, non ha caso lo si recita al termine dello zazen per dedicare il proprio sforzo a tutti gli esseri senzienti.

Con il tempo mi sono anche misurato anche nello studio dei contenuti del sutra. Tradizionalmente nelle sue poche righe è concentrato l'intero insegnamento di Buddha. Non so se sia proprio così, ma sicuramente il suo studio è impegnativo e piuttosto sottile. Tra l'altro nelle sue strofe si ritrova un perfetto equilibrio tra l'aspetto compassionevole del buddhismo (un punto molto difficile da spiegare senza fraintendimenti a noi italiani, allevati culturalmente alla fonte di Santa Romana Chiesa) e il suo profondo studio dei fenomeni interiori ed esteriori. Per questo tra l'altro il sutra è considerato una delle vette del buddhismo Mahayana, corrente maggioritaria a cui si rifanno tra gli altri lo Zen e il buddismo Tibetano.

Con gli anni, anche dopo aver lasciato la comunità di pratica, ho scoperto che questo canto aveva messo radici profonde nel mio inconscio. Spesso emergeva di propria iniziativa nella mia coscienza, anche nei momenti di maggior rigetto della spiritualità ha rappresentato un legame affettivo e intimo con gli insegnamenti del Buddha.

Sono passati altri anni, in cui mi sono riavvicinato lentamente alla pratica, e ho scoperto un altro aspetto dell'Hannya Shingyo. Durante la sua recitazione, anche a bassa voce nel traffico o addirittura in silenzio, si crea automaticamente e inconsciamente quello che io chiamo un gancio. E' come se il corpo, la respirazione, la mente e la coscienza si allineassero tra loro e in quei brevi istanti vivo un fortissimo richiamo ad uno stato differente. Anche se sono distratto, stanco o svogliato, iniziare la recitazione è come mostrare una cartina di tornasole del proprio sè, un forte richiamo a dare sempre il nostro meglio.

La cosa più bella che ho scoperto è che questo canto è in qualche modo parte di me e credo che lo sarà sempre, più di una preghiera e più di una citazione, una microscopica scintilla di luce che non mi lascia mai.

gassho

martedì 5 agosto 2008

Giochi d'estate

Una brezza leggera
scuote il parco giochi

i bambini alzano nuvolette di sabbia
che li carezzano
e si posano due passi più in là

padri e madri li osservano da lontano
annoiati e inteneriti
inseguendo sogni d'estate

presto
prima che giunga la sera
aprite le ali
e partiamo!

lunedì 14 luglio 2008

Bollicina di libertà

Un pomeriggio afoso al giardino pubblico vicino casa. Pochi bambini.

Piove, tutti sotto gli scivoli a ripararci!
Io e mio figlio che giochiamo a bocce sotto le scivolo, un bimbo che ci guarda - Vuoi giocare con noi? - gli chiedo.
Non sono capace - ci risponde.
Dai che ti insegniamo noi!- gli diciamo. E inventiamo altri giochi insieme.

Passa un'ora, dobbiamo andare, qualcuno ha bisogno del nostro aiuto, ma per questa volta abbiamo vinto noi e la vita ha girato come sempre dovrebbe, in armonia, senza sospetti e senza fretta... alla prossima bolla...

giovedì 22 maggio 2008

Grande confusione sotto il cielo

Gli ultimi mesi sono stati (e lo sono ancora) faticosi e complicati. Tanti problemi pratici da risolvere e situazioni da chiarire, molta azione e poca meditazione, purtroppo.
Pian piano stiamo aggiustando tutto e spero presto di potervi raccontare quello che ho imparato. In questi giorni sto usando il mio tempo on-line per mettere in ordine gli scaffali della mia libreria su aNobii, chi vuole curiosare è il benvenuto!