La mattina è il momento della giornata in cui cerco di strappare un po' di spazio per la mia pratica personale. Tra un biscotto per colazione e il risveglio del figlio prima della scuola cerco di infilare un po' di zazen e i quattro voti del Bodhisattva.
Eccoli nella versione che utilizzo io.
Infiniti sono gli esseri senzienti, faccio voto di salvarli.
Inestinguibili sono i desideri, faccio voto di porvi fine.
Senza confini sono i dharma, faccio voto di conoscerli.
Insuperabile è la via del Buddha, faccio voto di realizzarla.
In questo post però non mi permetto di parlarne troppo, sia perché non sono mai riuscito a prendere ufficialmente i voti, anche se mi piacerebbe davvero tanto, ma soprattutto perché ci sono fonti assai più preparate, solo per cominciare potete leggere qui e qui.
Visualizzazione post con etichetta pratica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pratica. Mostra tutti i post
martedì 17 maggio 2011
Quattro voti per esplorare
Etichette:
guida,
pratica,
visualizzazione,
voti
lunedì 27 luglio 2009
Medita... e basta
Promemoria per me stesso: continuare a porsi (angosciate?) domande sul difficile rapporto tra la pratica della meditazione e la vita quotidiana, qualunque essa sia, è una assoluta perdita di tempo.
Ho finalmente realizzato che la pratica della meditazione non è in conflitto con nulla, è semplicemente altro; ma non è fine a se stessa. E' l'atto che più di tutti può avvicinarci al risveglio, inteso proprio come fuoriuscita dalle diecimila illusioni in cui siamo immersi senza soluzione di continuità. Proprio per questa sua natura è tanto difficile praticarla con continuità e vigore; perché al di là delle nostre migliori intenzioni è molto difficile trovare la forza di tranciare volontariamente il nostro grande Io.
Non a caso il Buddha ha sottolineato la forza del Sangha, la comunità dei monaci.
Ecco dunque il mio nuovo koan: come praticare con convinzione in mezzo al caos, con le mie sole forze?
Ho finalmente realizzato che la pratica della meditazione non è in conflitto con nulla, è semplicemente altro; ma non è fine a se stessa. E' l'atto che più di tutti può avvicinarci al risveglio, inteso proprio come fuoriuscita dalle diecimila illusioni in cui siamo immersi senza soluzione di continuità. Proprio per questa sua natura è tanto difficile praticarla con continuità e vigore; perché al di là delle nostre migliori intenzioni è molto difficile trovare la forza di tranciare volontariamente il nostro grande Io.
Non a caso il Buddha ha sottolineato la forza del Sangha, la comunità dei monaci.
Ecco dunque il mio nuovo koan: come praticare con convinzione in mezzo al caos, con le mie sole forze?
Iscriviti a:
Post (Atom)