Frequentando un dojo zen uno dei primi insegnamenti che si ricevono è che non esistono momenti speciali per fare zazen. Ogni momento è perfetto in se stesso, non esiste distinzione tra una solitaria giornata in campagna e una serata in un'affollata sala cittadina.
Io ho sempre avuto un debole per i riti, le regole e le atmosfere misticheggianti, così non ho mai amato questo messaggio così tranchant, quasi banalizzante.
domenica 30 dicembre 2012
Ogni giorno, comunque
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venerdì 9 novembre 2012
Just a scent
La ricerca della consapevolezza è un esercizio sempre più difficile, ma la scintilla è ancora accesa.
giovedì 20 settembre 2012
Dalai Lama. Oltre la religione?
Pochi giorni fa il Dalai Lama ha rilasciato una dichiarazione a sensazione sul suo profilo Facebook.
In sostanza egli sottolinea che le religioni tradizionali non sono (più) in grado di dare una risposta alle problematiche della società moderna, ed è invece necessario concentrarsi sui valori etici e morali, a prescindere dal loro background storico.
Un obiettivo già raggiunto è stato sicuramente far parlare di sé e non ho alcuna intenzione di criticarlo per questo. La sua abilità nel comunicare sui media è una delle poche armi che gli rimangono, a fronte della prepotenza militare ed economica nello scenario della diaspora tibetana. Cito volutamente la diaspora non per fare propaganda alla causa tibetana, ma per ricordare che ciò che oggi si presenta al mondo come Buddhismo Tibetano non esisterebbe senza l'esilio forzato imposto dai cinesi; avremmo altresì una religione molto più simile all'impostazione Cattolica, legato inevitabile di un secolare regime teocratico, ed assai meno simpatica all'opinione pubblica occidentale di come sia oggi.
Non credo, nella mia umilissima esperienza, di poter condividere la sua opinione. Ho un enorme rispetto per la sua vita e la sua personalità e credo che la miglior giustificazione di questa opinione sia proprio il fatto che essa proviene da un uomo che ha dedicato tutta la vita al suo popolo, alla sua cultura e alla sua religione.
In fondo però, credo che il suo sia un auspicio irrealizzabile. Uscire dai binari quotidiani della propria vita per abbracciare l'etica e la compassione richiede passione, disciplina, fermezza e amicizia; ciò che si trova ancor oggi nelle migliori tradizioni spirituali. Dobbiamo anche chiederci se convergere solo sulla compassione e sui valori etici sia davvero l'obiettivo finale da porci o invece non sia una conquista da compiere sulla strada della realizzazione. Immagino che nell'ottica del Dalai Lama le due cose convergano, e questo sia proprio il principale motivo che lo autorizzi a proporlo.
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mercoledì 16 maggio 2012
Perché fai zazen?
Domanda classica da dojo.
La risposta giusta di solito... non c'è. O se siete in vena più misticheggiante è "Per restare in sintonia con il qui ed ora" (Giuste entrambe, non scherzo)
Da anni, per vari motivi e in fondo con dispiacere, non frequento un dojo e per ovviare alla prigrizia della pratica solitaria uso tutti gli strumenti per pungolarmi.
Ieri, mentre attendevo, già disteso, l'inizio dell'ennesima, e dolorosa, seduta dentistica, il dottore, che è veramente un tipo simpatico, nonostante il lavoro che fa, mi ha sorpreso con questa domanda: "Ha già iniziato a meditare?"
E' una storia che risale all'anno scorso, quando dopo una seduta particolarmente lunga e dolorosa, il medico si era congratulato per la mia concentrazione e per la resistenza al dolore. Tenendomi ad un mobile per non andare giù secco per terra dal capogiro, gli ho raccontato che in caso di bisogno ricorrevo alle tecniche di meditazione buddista e da allora lui e la sua assistente mi hanno etichettato come: "il paziente che medita".
Mentre stamattina cercavo di pulire casa, ripensavo a quello che mi aveva detto il medico e mi sono chiesto in quali occasioni io mediti intensamente nella vita quotidiana.
La classifica, un po' desolante, è la seguente:
Niente di nuovo o di particolare, lo so. E' che ogni tanto bisogna fare due conti sulla propria vita... e poi continuare al meglio, comunque.
To follow: ordinare il rinfresco per il compleanno del figlio, continuare la disperata di un paio di jeans abbastanza lunghi, doccia, preparare la cena... e lo zazen? ah, già mi ero dimenticato... dimenticato??? aargh!
La risposta giusta di solito... non c'è. O se siete in vena più misticheggiante è "Per restare in sintonia con il qui ed ora" (Giuste entrambe, non scherzo)
Da anni, per vari motivi e in fondo con dispiacere, non frequento un dojo e per ovviare alla prigrizia della pratica solitaria uso tutti gli strumenti per pungolarmi.
Ieri, mentre attendevo, già disteso, l'inizio dell'ennesima, e dolorosa, seduta dentistica, il dottore, che è veramente un tipo simpatico, nonostante il lavoro che fa, mi ha sorpreso con questa domanda: "Ha già iniziato a meditare?"
E' una storia che risale all'anno scorso, quando dopo una seduta particolarmente lunga e dolorosa, il medico si era congratulato per la mia concentrazione e per la resistenza al dolore. Tenendomi ad un mobile per non andare giù secco per terra dal capogiro, gli ho raccontato che in caso di bisogno ricorrevo alle tecniche di meditazione buddista e da allora lui e la sua assistente mi hanno etichettato come: "il paziente che medita".
Mentre stamattina cercavo di pulire casa, ripensavo a quello che mi aveva detto il medico e mi sono chiesto in quali occasioni io mediti intensamente nella vita quotidiana.
La classifica, un po' desolante, è la seguente:
- dal dentista, mi aiuta a superare il dolore e la tensione (funziona)
- in ufficio, mi aiuta a non andare ai matti e ad accettare quello che non sono in grado di cambiare (funziona un po' meno, otto ore son lunghe)
- in situazioni familiari difficili, in special modo quando devo aiutare in situazioni di malattie, ospedali o urgenze di altro tipo (funziona anche lì, ma è più una specie di [bodhisattva mode on])
Niente di nuovo o di particolare, lo so. E' che ogni tanto bisogna fare due conti sulla propria vita... e poi continuare al meglio, comunque.
To follow: ordinare il rinfresco per il compleanno del figlio, continuare la disperata di un paio di jeans abbastanza lunghi, doccia, preparare la cena... e lo zazen? ah, già mi ero dimenticato... dimenticato??? aargh!
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venerdì 24 febbraio 2012
I simboli e il cammino
Ogni volta che sento una notizia come questa, in cui persone perdono la vita a causa della distruzione di un libro, ma potrebbe essere anche una bandiera, rimango sempre attonito.
Non riesco ad immaginare un simbolo così necessario, nelle sue forme, da dover richiedere il sacrificio della propria vita. Posso capire il sacrificio per un ideale, ma non per un concetto, o peggio per un mero simbolo.
Credetemi, non è questione di ritenere un tipo di civiltà o di credo religioso superiore ad un altro, ma la semplice constatazione che la nostra vita è infinitamente più complessa e più preziosa di un simbolo o di uno slogan, qualunque esso sia.
Tutti i saggi insegnano che la nostra esistenza è un continuo cammino, una ricerca senza fine della felicità e della conoscenza. Un concetto, un simbolo, un'idea sono strumenti potenti a cui appoggiarci, ma non saremo veramente liberi finché non saremo così forti da poterli abbandonare senza rimpianti, anche al costo di restare a mani vuote.
Non riesco ad immaginare un simbolo così necessario, nelle sue forme, da dover richiedere il sacrificio della propria vita. Posso capire il sacrificio per un ideale, ma non per un concetto, o peggio per un mero simbolo.
Credetemi, non è questione di ritenere un tipo di civiltà o di credo religioso superiore ad un altro, ma la semplice constatazione che la nostra vita è infinitamente più complessa e più preziosa di un simbolo o di uno slogan, qualunque esso sia.
Tutti i saggi insegnano che la nostra esistenza è un continuo cammino, una ricerca senza fine della felicità e della conoscenza. Un concetto, un simbolo, un'idea sono strumenti potenti a cui appoggiarci, ma non saremo veramente liberi finché non saremo così forti da poterli abbandonare senza rimpianti, anche al costo di restare a mani vuote.
lunedì 16 gennaio 2012
martedì 27 dicembre 2011
Garanzia
Per Natale mi sono regalato un nuovo kit per zazen: uno zafu e uno zabuton realizzati da un artigiano locale molto bravo e incensi Shoyeido originali.
Lo zafu è garantito 20 anni e il regalo più bello che posso farmi è continuare ad usarlo finché non sarò costretto a cambiarlo di nuovo.

Lo zafu è garantito 20 anni e il regalo più bello che posso farmi è continuare ad usarlo finché non sarò costretto a cambiarlo di nuovo.

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